Ciao Bucanieri! Oggi per la nostra rubrica Pillole al Rhum facciamo quattro chiacchiere su un argomento che salta fuori a ogni uscita, spesso accompagnato da un sacco di leggende metropolitane: il Nitrox.
Gira ancora voce che sia una specie di "aria magica" per andare più a fondo, o che serva solo a chi ha i capelli bianchi.
Cerchiamo di capire insieme perché è un alleato pazzesco per la nostra sicurezza, ma anche perché se si fanno le cose alla carlona si rischia grosso.
Ma alla fine, cos'è ’sto Nitrox?
Niente di trascendentale: è solo aria con le percentuali modificate. L'aria che respiriamo tutti i giorni è fatta all'incirca dal 21% di ossigeno e dal 79% di azoto.Quando usiamo il Nitrox (le ricariche più comuni sono il Nitrox 32 e il Nitrox 36), non facciamo altro che aumentare l'ossigeno e diminuire l'azoto. Perché lo facciamo? Perché sott'acqua l'azoto è il nostro vero "freno a mano", quello che ci costringe a risalire per non accumulare troppe bolle nel corpo. Meno azoto respiriamo, meno ne assorbiamo. Semplice.
I veri vantaggi: cosa succede al nostro corpo?
Diminuire l'azoto e dare un piccolo "boost" di ossigeno ha degli effetti fantastici sul nostro organismo quando siamo sotto pressione. Ecco i tre motivi principali per cui è meglio usarlo:
• Più tempo per godersi l'immersione: Visto che nei polmoni entra meno azoto, il sangue e i muscoli si saturano molto più lentamente. Il risultato? A parità di profondità, l'orologio del computer corre più piano e la curva di sicurezza si allunga. Significa più minuti per esplorare quel relitto o quella parete senza l'ansia della deco.
• La famosa "botta di vita" post-immersione: Scommetto che lo avete provato o sentito dire. Dopo un'immersione ad aria, spesso ci si sente rintronati, con una gran fiacca addosso. Con il Nitrox no. Questo succede perché, anche se rispettiamo la risalita, nel sangue si formano sempre delle micro-bollicine di azoto. Il nostro sistema immunitario le vede come "nemici" e fatica un sacco per riassorbirle, stancandoci. Meno azoto significa meno micro-bolle e molta più energia per il post-immersione!
• Testa più lucida: L'azoto ad alte pressioni ha un effetto anestetico (la famosa narcosi da azoto o "effetto spumante"). Riducendo la sua percentuale, a parità di metri la mente resta bella sveglia, i riflessi sono pronti e ci si gode l'immersione al 100%.
Il rovescio della medaglia: quando l'ossigeno diventa un veleno.
In mare nessuno regala niente. Se riduciamo l'azoto dobbiamo accettare il fatto che l'ossigeno aumenta. E l'ossigeno, se respirato a una pressione troppo alta, si trasforma in un tossico potentissimo per il nostro cervello. Se scendiamo troppo profondi con una miscela Nitrox, l'ossigeno nel sangue supera una soglia di sicurezza. A quel punto, il sistema nervoso va letteralmente in corto circuito e può scatenare una crisi convulsiva improvvisa, simile a un attacco epilettico. Capite bene che se una cosa del genere succede a trenta metri sott'acqua, perdere l'erogatore significa rischiare la pelle.
Un pizzico di scienza: la Legge di Dalton e l'effetto Paul Bert
Per capire come l'ossigeno si trasformi da alleato a nemico, dobbiamo parlare di fisica e di fisiologia. Il nostro corpo non ragiona in semplice "percentuale" di gas, ma in pressioni parziali. La legge di Dalton ci dice che la pressione totale che subiamo sott'acqua è la somma delle pressioni dei singoli gas che respiriamo. Quando scendiamo, la pressione ambientale aumenta di 1 atmosfera ogni 10 metri. Di conseguenza, anche l'ossigeno viene "spinto" nel nostro sangue con una forza sempre maggiore.
La linea rossa della tossicità: La comunità scientifica ha fissato a 1.4 (atmosfere assolute) il limite massimo di pressione parziale dell'ossigeno per un'immersione ricreativa in sicurezza. Oltre questo limite, scatta il rischio di iperossia acuta (o Effetto Paul Bert), dove l'ossigeno manda in tilt i recettori del sistema nervoso centrale.
Facciamo due calcoli da veri Bucanieri per capire la differenza con un esempio pratico:
• In Aria a 30 metri: A questa profondità la pressione totale è di 4 atm. Moltiplicata per il 21% di ossigeno dell'aria, otteniamo una Pp di O2 di 0.84 ata. Stiamo tranquilli!
• In Nitrox 36 a 30 metri: La pressione totale è sempre 4 atm, ma stavolta respiriamo il 36% di ossigeno. Facciamo il conto: Abbiamo superato la linea rossa! Il nostro cervello inizia a soffrire l'effetto tossico dell'ossigeno, aumentando drasticamente il rischio di convulsioni. Ecco svelato il mistero fisiologico: non è la miscela in sé a essere pericolosa, è la profondità che schiaccia quell'ossigeno extra dentro i nostri tessuti oltre il livello di guardia.
Le regole del gioco: come cambiano i nostri limiti?
Proprio per questo motivo, il Nitrox ha una regola ferrea: più la miscela è ricca di ossigeno, meno puoi andare a fondo. Dobbiamo rispettare quella che in gergo si chiama MOD, ovvero la profondità massima operativa.
• Con l'Aria normale (21% ossigeno): Potremmo teoricamente scendere molto deep, ma ci fermiamo prima (di solito entro i 40 metri o al limite del proprio brevetto).
• Con il Nitrox 32 (32% ossigeno): Abbiamo il compagno ideale per quasi tutte le nostre immersioni. Assorbiamo pochissimo azoto, ma il nostro limite invalicabile diventa 33 metri. Oltre non si scende.
• Con il Nitrox 36 (36% ossigeno): Riduciamo ancora di più l'azoto per stare tantissimo tempo sul fondo a quote medie, ma il guinzaglio si accorcia parecchio: la linea rossa si sposta a 28 metri. Superarli significa entrare fortemente in zona pericolo.
Il promemoria del perfetto Bucaniere!
Usare il Nitrox è facilissimo, ma richiede precisione (naturalmente concetti riservati a chi è già brevettato) . Ci sono tre cose che dobbiamo fare sempre, senza eccezioni:
1. Analizzare la bombola di persona: Non ci si fida mai del "sentito dire". Prima di caricare la bombola in barca si usa l'analizzatore, si controlla la percentuale esatta di ossigeno e si scrive con il pennarello sulla bombola insieme alla profondità massima da non superare.
2. Impostare il computer: Il computer non sa cosa abbiamo sulla schiena. Se ti dimentichi di settarlo sulla miscela giusta, rischi di calcolare male i tempi o, peggio, di non accorgerti che stai scendendo troppo rispetto all'ossigeno che hai.
3. Occhio alle attrezzature dedicate: Se mai userete miscele molto forti (tipo l'ossigeno quasi puro per le tappe di decompressione), servono erogatori e bombole sgrassati appositamente. L'ossigeno puro non va d'accordo con i lubrificanti normali e rischia di fare un bel botto.
Riassumendo: Il Nitrox non è nato per andare più a fondo, anzi, serve a farci stare un po' più alti, ma ci permette di venire su più riposati, più puliti dall'azoto e decisamente più sicuri.
Se non avete ancora il brevetto Enriched Air, ragazzi... date retta, è il regalo più grande che potete fare al vostro corpo e alle vostre immersioni e i nostri istruttori saranno disponibili per organizzare un corso dedicato.
Alla prossima puntata di Pillole al Rhum e... buone bolle con i Bucanieri Sub, ci vediamo presto in acqua e tanti auguri al nostro mitico Gianfranco!

